Negli ultimi anni, il mercato delle bevande alcoliche ha assistito a un notevole cambiamento con l’emergere di un nuovo trend in Europa quello delle bevande a zero alcol. Ma non parliamo dei tipici aperitivi analcolici come coca cola o tassoni.
Queste alternative senza alcol stanno guadagnando popolarità tra i consumatori che cercano esperienze di gusto sofisticate e raffinate senza gli effetti dell’alcol. La crescita è iniziata in Australia e Stati Uniti per poi consolidarsi nell’ultimo lustro anche nel vecchio continente.
E non è un segreto che le novità attecchiscano prima e meglio nei paesi del nord e centro Europa, ed effettivamente noi italiani ci siamo presi in ritardo anche questa volta. Ma c’è un ma!…stiamo recuperando…
Il mercato europeo dei distillati senza alcool ha assistito a una crescita significativa negli ultimi anni. Secondo un rapporto di settore, la produzione di distillati senza alcool in Europa è aumentata del 35% nel corso degli ultimi due anni. In termini economici, il valore del mercato europeo dei distillati senza alcol e del vino dealcolato è stimato a oltre 500 milioni di euro, con una previsione di raggiungere i 1,2 miliardi di euro entro il 2025. Questa crescita è stata trainata principalmente dai paesi nordici come la Svezia e la Danimarca, che vantano una lunga tradizione nel settore delle bevande analcoliche e una forte cultura del benessere. A tutto ciò per il momento non associamo la birra analcolica, fenomeno già conosciuto e accettato anche nel Bel Paese.

Anche l’Italia ha registrato una crescita significativa nella produzione e nel consumo di distillati senza alcool, si sta dando da fare insomma. Sia come importazione dei numerosi produttori sparsi per l’Europa e nel mondo, sia, timidamente, dando vita a qualche coraggioso piccolo produttore. Secondo i dati di mercato, la produzione italiana di distillati senza alcol è aumentata del 40% negli ultimi due anni e ad oggi il settore italiano dei distillati senza alcol ha raggiunto un valore di circa 75 milioni di euro, evidenziando un aumento della domanda da parte dei consumatori italiani. Inoltre, l’Italia si distingue per la sua tradizione nell’arte della miscelazione e dell’artigianato, che si riflette nella qualità e nell’autenticità dei distillati e dei vini senza alcol prodotti nel paese.

Oltre ai paesi nordici, altri paesi europei stanno contribuendo in modo significativo alla produzione e al consumo di distillati e dei vini senza alcool. Il Regno Unito si è posizionato come uno dei leader del settore, con una crescita del 50% negli ultimi due anni. La Germania, con la sua cultura della birra, ha visto un’importante crescita nel mercato dei distillati senza alcool, con una produzione in aumento del 35%. Altri paesi come la Spagna, la Francia e i Paesi Bassi stanno anch’essi contribuendo alla crescita del settore.

