Vini Dealcolati: una storia di oltre un secolo

Il mondo del vino รจ intriso di tradizione, passione e cultura. Tuttavia, nel corso dei secoli, si รจ sviluppata una controtendenza: i vini dealcolati. Questi vini, a basso o nessun contenuto alcolico, hanno una storia affascinante che risale a oltre un secolo fa.

La prima invenzione legata ai vini dealcolati fu una risposta alle preoccupazioni dei leader della chiesa riguardo ai crescenti tassi di alcolismo in alcune comunitร  rurali americane nel 1800. Nel 1869, il ministro Thomas Welch sviluppรฒ un processo di pastorizzazione rapida che impediva la fermentazione dellโ€™uva, consentendo alle chiese di offrire un โ€œvinoโ€ da comunione analcolico. Questo fu un passo importante verso lโ€™industria dei vini dealcolati.

Fu poi nel 1900 che Maria Jung, proprietaria di vigneti nella regione dellโ€™Assia, in Germania, utilizzรฒ un procedimento simile per dealcolare il suo vino. Tuttavia, il vero salto di qualitร  avvenne grazie al figlio di Maria, Carl Jung. Nel tentativo di rilanciare le vendite, Carl inventรฒ un metodo piรน efficace: la distillazione sottovuoto. Questo processo permetteva di rimuovere lโ€™alcol dal vino senza comprometterne il sapore. Fu cosรฌ che nacque ufficialmente lโ€™industria del vino analcolico.

Negli anni successivi, la tecnologia continuรฒ a evolversi. Nel 1975, si sperimentรฒ lโ€™evaporazione a film sottile, un metodo che consentiva di rimuovere lโ€™alcol in modo piรน efficiente. In seguito, si approfondรฌ la tecnica dellโ€™osmosi inversa, introdotta negli anni ’80, che ancora oggi รจ uno dei metodi maggiormente utilizzati per produrre vini dealcolati specialmente per il vantaggio di poter controllare il livello di alcol da rimuovere. Nel 1991, venne brevettata la colonna a coni rotanti, che ha ulteriormente migliorato la qualitร  e lโ€™efficienza del processo.

Lโ€™industria dei vini dealcolati continua a crescere, spingendo gli enologi a cercare nuovi modi per mantenere il gusto e lโ€™aroma del vino, pur riducendo il contenuto alcolico. Mentre alcuni puristi potrebbero storcere il naso di fronte a queste innovazioni, รจ innegabile che i vini dealcolati si stiano ritagliando un posto di rilievo nel panorama enologico moderno in risposta alle crescenti richieste dei consumatori, piรน attenti alla salute (o alla patente). Testimone ne sono i dati di vendita del 2023 dove il fatturato europeo derivante dai vini dealcolati ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro.

Tra i principali consumatori troviamo:

  • Regno Unito: 500 milioni di euro
  • Francia: 450 milioni di euro
  • Germania: 380 milioni di euro
  • Paesi Bassi: 200 milioni di euro
  • Spagna: 180 milioni di euro
  • Belgio: 120 milioni di euro
  • Danimarca: 90 milioni di euro
  • Paesi Scandinavi: 250 milioni di euro
  • Paesi dellโ€™Est Europa: 150 milioni di euro

Lโ€™Italia, con un fatturato di 120 milioni di euro, si posiziona tra gli ultimi posti nel consumo interno, con un 90% di export verso paesi extraeuropei quali; Stati Uniti, Medio Oriente, Giappone e Sud Corea.

E tu, hai mai assaggiato un vino dealcolato?

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