Chi domanda, comanda: Qual è il target di consumatori di prodotti senza alcol?

Nel mondo di oggi, circa il 50% della popolazione non consuma bevande alcoliche. Questo dato ci fa riflettere sull’importanza di offrire alternative di qualità e soprattutto, che non vadano in contrasto con i prodotti (alcolici) della tradizione. Lunga vita, dunque, alla nostra tradizione enologica, alla produzione di spiriti, grappe e amari deliziosi, ma benvenute anche le alternative senza alcol, una riscoperta (avete letto i precedenti articoli, vero?) che vuole brindare all’inclusività in ogni modo. Inclusività come parola d’ordine proprio perché questo mercato non guarda a coloro che sono “semplicemente astemi” o in generale “non amanti dell’alcol”, ma anche a chi, per un motivo o per l’altro si trova in un periodo della sua vita in cui non può bere alcolici o chi nella mezz’ora prima ne ha bevuti troppi! E se questo mercato esiste ed è in espansione, vuol dire che una domanda già esiste e che sta diventando sempre più cadenzata e diffusa, ma da chi proviene questa domanda?

I Target

Questo trend positivo, già affermato nella cara vecchia Europa oltre che nel resto del mondo, dà al nostro Bel Paese (tipicamente uno dei più reticenti ad accogliere le novità, anche se poi di novità neanche tanto si tratta) delle opportunità non indifferenti, imparare da chi già ci è passato. Imparare dagli errori altrui e, compatibilmente con le differenti abitudini locali, di individuare preventivamente i target di riferimento. Se pensiamo poi che l’Italia non conta poi così tanto nel risiko delle grandi aziende produttrici di alcolici, dati i consumi in proporzione assai inferiori rispetto ad altri paesi “ben più beoni”, stupisce ancor di più il nostro tipico ritardo allo stare al passo coi tempi! Ma passiamo a quanto imparato dai nostri vicini europei sul tipo di consumatore che possiamo dividere in due macrocategorie:

  1. Chi alterna bevande alcoliche a bevande alcohol free: circa il 43% dei consumatori nel 2023
  2. Chi ha totalmente abbandonato la via alcolica per quella no/low alcohol o non l’ha mai intrapresa.

Quali sono le categorie interessate?

Chi per scelta o per necessità non può bere bevande alcoliche, sia per un periodo limitato che ad interim o potenzialmente per tutta la vita. In questo, i prodotti alcohol free vogliono proporsi come alternativa salutare e alla portata di tutti. Tra le categorie individuate spiccano:

  • Donne in stato di gravidanza
  • Donne in allattamento
  • Chi non può bere alcolici per motivi di salute (ad esempio chi soffre di diabete)
  • Chi non può bere per motivi religiosi
  • Chi sta seguendo una dieta per motivi medici o sportivi
  • Chi deve mettersi alla guida
  • Chi non ha ancora raggiunto la maggiore età
  • Chi, dopo un pranzo, deve tornare a fare un lavoro operativo
  • Chi è redivivo da un hangover, ma non vuole rinunciare al suo cocktail preferito
  • Chi semplicemente non gradisce il sapore dell’alcol

Generazioni e Mercati

A livello globale, la generazione dei Millennial (i nati tra gli inizi degli anni ’80 e la seconda metà degli anni ’90) è spesso attiva sia come consumatore che come produttore (chi scrive, ne è un esempio), poiché legata a un ideale di stile di vita più sano. Questo trend è particolarmente vero per quei mercati giovani o in fase attiva di crescita, come Canada, Stati Uniti, Brasile e Regno Unito mentre nei mercati più consolidati, come Spagna, Francia e Germania, il nuovo pubblico target è diventato quello della generazione più anziana, inizialmente scettica.

In conclusione, potenzialmente qualunque lettore di questo articolo potrebbe essere in target! Alla fine stiamo parlando di prodotti che devono essere riconosciuti non solo perché rispetto alle controparti cui si accostano per sapori e profumi, sono senza alcol (ricordo che numerosissimi distillati non vogliono rifarsi a nulla e anzi, hanno una loro notevole personalità) ma semplicemente perché sono buoni e se non ci credete, provateli.

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