Riprendiamo il tema sul consumo di alcolici focalizzandoci sul Bel Paese. Se è vero che spesso si sente dire che nel panorama europeo, l’Italia risulta essere il paese con il minor consumo di alcol pro capite annuo, favorito da abitudini culturali tese al consumo di bevande principalmente durante l’orario dei pasti, è ancor più interessante notare il 3° posto nel suo “consumo quotidiano”.
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Beviamo meno, ma con costanza.
Il “meno” è usato in maniera quasi ironica poiché, dati alla mano, l’Italia sta riscontrando un aumento nel consumo, ma soprattutto nell’abuso di alcol, in particolar modo tra gli adolescenti (che spesso e volentieri non hanno avuto modo di formarsi sulla “cultura del bere”). In Italia sono oltre 17.000 le persone che perdono la vita a causa dell’alcol, direttamente o indirettamente, senza dimenticare che tale pratica porta ad una diminuzione della vita media. L’alcol, dopo il tabacco è infatti il secondo responsabile di morte prematura, con una riduzione media di 4 anni.
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Quale potrebbe essere dunque una possibile soluzione (o ridimensionamento) al problema?
Imporre il proibizionismo? O fare cultura?
Senza entrare nel dettaglio delle lacune del sistema scolastico italiano, la scuola risulta essere ancora una volta la vetrina più diretta per creare una cultura del bere.
Bere consapevolmente, sapendo che, come detto dall’OMS; le bevande alcoliche, pur legalizzate, hanno comunque un elevato grado di tossicità per il nostro organismo, spesso superiore rispetto ad alcune droghe leggere. Trasmettere tale consapevolezza del bere bene e in maniera moderata, affiancando al consumo di bevande alcoliche anche quello di bevande “senza alcol” dovrà essere un tema da affrontare con decisione e sicurezza nel prossimo futuro. Per questo motivo, anche Spirits Of Import si sta adoperando per creare cultura nelle scuole.
Restate collegati per gli sviluppi futuri!
